Discussione:
Amazon cancella gli account con troppi resi
(troppo vecchio per rispondere)
Unilì
2016-08-12 07:45:27 UTC
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Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
fatto troppi resi.

Premetto che immagino che ci siano anche utenti che se ne approfittano,
cioè che "prendono in comodato" qualche oggetto da amazon per una
quindicina di giorni e poi lo restituiscono col diritto di recesso (se
poi le spese di spedizione erano gratis, questa procedura è
completamente gratis per il cliente), ci sono anche i clienti
"sfortunati" che ricevono una percentuale di prodotti difettosi
superiore alla media.

Personalmente (no, non sono stato ancora bannato), ho restituito 3
prodotti su una cinquantina. Tali prodotti non erano "rotti", ma,
peggio, progettati male o non adatti all'uso che dovevo farne.... cioè
se mi avessero sostituito il prodotto con uno identico avrebbe avuto gli
stessi problemi. Penso di essere stato onesto perché li ho restituiti il
giorno dopo averli ricevuti... qui sotto elenco i difetti così capirete
perché se mi avessero sotituito il prodotto, quello nuovo avrebbe avuto
lo stesso problema:

-telecamera IP che perde le impostazioni (comprese quelle del wifi)
quando viene disalimentata, richiedendo quindi un intervento manuale
ogni volta che va via la luce perché le impostazioni non venivano
evidentemente salvate in una memoria non volatile.

-media player che si blocca, squadretta e altri difetti su files nemmeno
troppo difficili.

-videotelefono IP per mia suocera che quando gli pare perde la
configurazione e va riconfigurato tutto a mano.

Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
amazon di bannare clienti secondo me non è legalmente corretta perché:

-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.

-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.

follow up su it.discussioni.consumatori.tutela


link utili:


http://it.ibtimes.com/volete-essere-cacciati-da-amazon-fate-come-questo-cliente-1444099

http://www.realdx.com/showthread.php?t=1013

http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-2732216.html

http://www.panorama.it/economia/tech-social/amazon-restituzioni-online-acquisti/
WNC2
2016-08-12 07:49:14 UTC
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Post by Unilì
-videotelefono IP per mia suocera che quando gli pare perde la
configurazione e va riconfigurato tutto a mano.
Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
puoi trovare 1000 scuse, per tirarti indietro, prima tra tutti il
prodotto non è più disponibile.
Unilì
2016-08-12 08:01:29 UTC
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Post by WNC2
Post by Unilì
-videotelefono IP per mia suocera che quando gli pare perde la
configurazione e va riconfigurato tutto a mano.
Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
puoi trovare 1000 scuse, per tirarti indietro, prima tra tutti il
prodotto non è più disponibile.
Magari per un prodotto con scritto in verde "disponibilità immediata" :-)

Ciò è stato fatto puntualmente da vari venditori esterni (marketplace
amazon o siti non amazon) quando ho cercato di comprare un prodotto il
cui prezzo era aumentato ma sul sito veniva pubblicizzato con il prezzo
vecchio.

Una volta segnalai pure ad amazon la scorrettezza perché mi annullarono
l'ordine con la scusa di prodotto non disponibile e dopo un ora il
prodotto tornò disponibile al nuovo prezzo.

Qui però stiamo parlando di una cosa diversa, cioè di bannare un cliente
da qualunque acquisto e impedirgli pure di usare la garanzia del
venditore sui prodotti già acquistati.

Se amazon è stufa dei clienti che abusano del diritto di recesso, basta
che reintroduca le spese di spedizione, scontando i prodotti di pari prezzo.
Esempio: se un prodotto costa 50 euro con spese di spedizione gratis, lo
mettano a 45 euro + 5 euro di spese di spezione. Il cliente paga sempre
50 euro, ma se il cliente vuole *recedere* (attenzione, parlo di
*recesso*, non di prodotto difettoso che in quest'ultimo caso le spese
di spedizione le deve pagare amazon), al cliente tocca pagare i 5 euro
puo' le spese di rispedizione....
MariaStella
2016-08-13 11:38:05 UTC
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Post by Unilì
Se amazon è stufa dei clienti che abusano del diritto di recesso, basta
che reintroduca le spese di spedizione, scontando i prodotti di pari prezzo.
Esempio: se un prodotto costa 50 euro con spese di spedizione gratis, lo
mettano a 45 euro + 5 euro di spese di spezione. Il cliente paga sempre
50 euro, ma se il cliente vuole *recedere* (attenzione, parlo di
*recesso*, non di prodotto difettoso che in quest'ultimo caso le spese
di spedizione le deve pagare amazon), al cliente tocca pagare i 5 euro
puo' le spese di rispedizione....
perchè il prezzo con spedizione "gratis" che poi così non è ma è
compresa nel prezzo..orbene attrae di più i consumatori
Io comunque compro su amazon solo quando non ho alternative..non mi sono
mai innamorata di amazon e per dire preferisco ad esempio ebay
Mazzabubù
2016-08-12 10:45:47 UTC
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Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno fatto
troppi resi.
Io ho problemi con le scarpe. Le prendo della mia misura e a volte sono
strette...
Unilì
2016-08-14 07:31:31 UTC
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Post by Mazzabubù
Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno fatto
troppi resi.
Io ho problemi con le scarpe. Le prendo della mia misura e a volte sono
strette...
vuoi mettere la soddisfazione quando te le togli?
rootkit
2016-08-12 11:39:27 UTC
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Post by Unilì
Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
fatto troppi resi.
oserei dire prevedibile. prima hanno fatto una politica aggressiva
concedendo anche più del dovuto per conquistare una posizione dominante,
una volta conquistata poi fanno come gli pare.
comunque nel primo articolo 37 resi su 350 ordini in assoluto è un numero
piuttosto altino.
Don Fizzy
2016-08-12 16:55:24 UTC
Permalink
rootkit wrote:
|| On Fri, 12 Aug 2016 09:45:27 +0200, Unilì wrote:
||
||| Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
||| fatto troppi resi.
||
|| oserei dire prevedibile. prima hanno fatto una politica aggressiva
|| concedendo anche più del dovuto per conquistare una posizione
|| dominante, una volta conquistata poi fanno come gli pare.
|| comunque nel primo articolo 37 resi su 350 ordini in assoluto è un
|| numero piuttosto altino.

Già, più del 10%, troppo.
Sembrerebbe che ci sia poca oculatezza: io prima di comperare googlo e mi
informo: se l'oggetto non mi soddisfa evito.
--
Don Fizzy © on MV 910R "Maverick".
"Non c'é trucco non v'é inganno"
/)/)
( '.')
o(_('')('') That's all, folks!
Nessun bit è stato maltrattato
per spedire questo messaggio.
Unili'
2016-08-12 17:18:52 UTC
Permalink
Post by Don Fizzy
||
||| Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
||| fatto troppi resi.
||
|| oserei dire prevedibile. prima hanno fatto una politica aggressiva
|| concedendo anche più del dovuto per conquistare una posizione
|| dominante, una volta conquistata poi fanno come gli pare.
|| comunque nel primo articolo 37 resi su 350 ordini in assoluto è un
|| numero piuttosto altino.
Già, più del 10%, troppo.
Sembrerebbe che ci sia poca oculatezza: io prima di comperare googlo e mi
informo: se l'oggetto non mi soddisfa evito.
Alcuni oggetti sulla carta sono delle superpotenze, ma nella realta' si
rivelano tutt'altro.

Alcuni oggetti sui forum sembrano eccezionali perche' usati da
bimbiminkia smanettoni ma inadatti ad un uso professionale.

Primo caso che mi viene in mente: videotelefono voip che quando gli pare
funziona, quando gli pare no: va benissimo per il bimbominkia che deve
parlare gratis con la fidanzata in Russia, non va bene in ditta per
lavorare, non puoi lavorare con un apparato che.... non va... riprova...
aspetta, riavviamolo.... e cosi' via ... non so se mi sono spiegato.
rootkit
2016-08-12 20:33:00 UTC
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Post by Unili'
Post by Don Fizzy
||
||| Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché
hanno ||| fatto troppi resi.
||
|| oserei dire prevedibile. prima hanno fatto una politica aggressiva
|| concedendo anche più del dovuto per conquistare una posizione ||
dominante, una volta conquistata poi fanno come gli pare.
|| comunque nel primo articolo 37 resi su 350 ordini in assoluto è un
|| numero piuttosto altino.
Già, più del 10%, troppo.
Sembrerebbe che ci sia poca oculatezza: io prima di comperare googlo e
mi informo: se l'oggetto non mi soddisfa evito.
Alcuni oggetti sulla carta sono delle superpotenze, ma nella realta' si
rivelano tutt'altro.
più di un reso ogni dieci acquisti è un po' più di "alcuni oggetti".
fermo restando che quello di amazon è un comportamento come minimo
deprecabile.
Erasmo da Rotterdam
2016-08-12 12:24:56 UTC
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Post by Unilì
Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
fatto troppi resi.
Premetto che immagino che ci siano anche utenti che se ne
approfittano,
Post by Unilì
cioè che "prendono in comodato" qualche oggetto da amazon per una
quindicina di giorni e poi lo restituiscono col diritto di recesso (se
poi le spese di spedizione erano gratis, questa procedura è
completamente gratis per il cliente), ci sono anche i clienti
"sfortunati" che ricevono una percentuale di prodotti difettosi
superiore alla media.
Personalmente (no, non sono stato ancora bannato), ho restituito 3
prodotti su una cinquantina. Tali prodotti non erano "rotti", ma,
peggio, progettati male o non adatti all'uso che dovevo farne.... cioè
se mi avessero sostituito il prodotto con uno identico avrebbe avuto gli
stessi problemi. Penso di essere stato onesto perché li ho restituiti il
giorno dopo averli ricevuti... qui sotto elenco i difetti così capirete
perché se mi avessero sotituito il prodotto, quello nuovo avrebbe avuto
-telecamera IP che perde le impostazioni (comprese quelle del wifi)
quando viene disalimentata, richiedendo quindi un intervento manuale
ogni volta che va via la luce perché le impostazioni non venivano
evidentemente salvate in una memoria non volatile.
-media player che si blocca, squadretta e altri difetti su files nemmeno
troppo difficili.
-videotelefono IP per mia suocera che quando gli pare perde la
configurazione e va riconfigurato tutto a mano.
Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
follow up su it.discussioni.consumatori.tutela
http://it.ibtimes.com/volete-essere-cacciati-da-amazon-fate-come-
questo-cliente-1444099
Post by Unilì
http://www.realdx.com/showthread.php?t=1013
http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-2732216.html
http://www.panorama.it/economia/tech-social/amazon-restituzioni-
online-acquisti/
Il reso deve comunque essere possibile entro 15 giorni dall'acquisto on-
line tramite il recesso.
Peggio per loro, le scarpe si compreranno su Zalando, visto che è
impossibile comprarle senza provarle.

Leroy Merlin rimborsa cash gli acquisti entro 100 giorni. Ciò che non si
trova su Amazon, sarà lì.
Roberto Deboni DMIsr
2016-08-12 12:54:31 UTC
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Post by Unilì
Alcuni utenti si sono visti cancellare l'account amazon perché hanno
fatto troppi resi.
Misura decisamente drastica.
La faccenda dei resi deve essere diventata una vera spina nel fianco.
Credo che Amazon sappia benissimo delle conseguenze (maggiore
competitivita' della concorrenza) di una tale misura e quindi se ci ha
fatto ricorso, la questione stava diventando seria.
Post by Unilì
Premetto che immagino che ci siano anche utenti che se ne approfittano,
Un problema sicuramente molto sentito in Italia: la tecnica
dell'elastico, tiri lentamente fino a quando non si spezza, contando
nel frattempo di avere lucrato abbastanza a spese delle controparti.
Quello che in molti nella cultura latino/continentale non entra in zucca
e' il concetto del "fair-use". E' un concetto che sostanzialmente
dice: se c'e' una scappatoia, usala con discrezione, altrimenti le
conseguenze saranno pagate da tutto il collettivo. La logica del
familismo amorale pero', se ne sbatte degli interessi del collettivo. Ed
essendo maggiormente diffusa nelle culture latino/continentali, si fa
sentire.
Post by Unilì
cioè che "prendono in comodato" qualche oggetto da amazon per una
quindicina di giorni e poi lo restituiscono col diritto di recesso (se
poi le spese di spedizione erano gratis, questa procedura è
completamente gratis per il cliente), ci sono anche i clienti
"sfortunati" che ricevono una percentuale di prodotti difettosi
superiore alla media.
Alla fine diventa una questione proprio di "percentuali". Forse sono
troppi i "furbi" ? E quindi, come spiegato, pagano anche gli onesti ?
(ma forse anche un poco sbadati)
Post by Unilì
Personalmente (no, non sono stato ancora bannato), ho restituito 3
prodotti su una cinquantina. Tali prodotti non erano "rotti", ma,
peggio, progettati male o non adatti all'uso che dovevo farne.... cioè
se mi avessero sostituito il prodotto con uno identico avrebbe avuto gli
stessi problemi. Penso di essere stato onesto perché li ho restituiti il
giorno dopo averli ricevuti...
L'approccio Amazon al problema e' distruttivo ? Dipende dal tipo di
cliente. Quello intelligente prende atto che e' stato spostato un
maggiore rischio sul consumatore, e quindi si fara' parte diligente per
evitare acquisti "incerti".
Mettiamola cosi': con la clausola precedente che permetteva un "reso
facile", molti consumatori onesti (quindi quelli disonesti o truffatori
a parte) si sono indubbiamente sentiti di rischiare piu' facilmente un
ordine dubbio (della serie: tentare non nuoce, al massimo perdo un po'
di tempo, ma se va bene, ho fatto un affare).
Sia chiaro, tentare un acquisto da un rivenditore o di un prodotto
dubbio non e' disonesto, ma solo un azzardo. Cio' che troppi non hanno
compreso e' che azzardare troppo causa dei costi che qualcuno deve
pagare. Ed evidentemente l'onere sopportato da Amazon o dai rivenditori
onesti/corretti/validi che contribuiscono ai costi di Amazon, era
diventato eccessivo. Ora la pacchia e' finita, il consumatore onesto per
cominciare riconosce che era una paccha (un po' come la promozione sotto
costo - quelle vere - per cui se non vi siete decisi per l'acquisto in
tempo, non potete certamente prendervela con il rivenditore) e passa
oltre, tornando alla "normalita'". Il che implica anche
valutare/rivalutare altri concorrenti di Amazon (con il saggio che da'
un opportuno peso alla reputazione eventualmente guadagnata): questo
significa libero mercato.

...snip...

Salto la descrizione dei difetti, per rimarcare che l'acquisto per
corrispondenza (di cui quello su Amazon sono una versione telematica) ha
sempre portato con se un certo rischio di insoddisfazione del rischio.
Le varie aziende che si sono proposte nel tempo in tale mercato hanno
proposte varie soluzioni, fino al reso caricato su tutti i clienti,
piuttosto che sul malcapitato, e cosi' ci sono aziende che hanno
prevalso e altre che sono scomparse. Alla fine e' il consumatore che
decide cosa vuole, spostando gli acquisti dove crede di trovare maggiore
vantaggio.

Ritengo che il problema di Amazon, che ha introdotto una logica tipica
dei mercati dove nella clientela e' fatto proprio il concetto del
"fair-use", e' quella della globalizzazione del proprio mercato, e
quindi l'entrata in lizza di tanti consumatori familisti amorali
(potremo definirli della "toccata e fuga", dove si intende, sfruttano al
massimo le possibilita' offerte della clausole e scappatoie insiste nel
sistema, per poi scappare quando vengono chiuse le falle).
Post by Unilì
Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
Hmmm ... questa sarebbe una modifica a posteriori sull'accordo
contrattuale posto in essere al momento dell'acquisto. Sicuro che sia
cosi' ?
Post by Unilì
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
Questa non l'ho capita.
Unili'
2016-08-12 17:13:48 UTC
Permalink
Post by Roberto Deboni DMIsr
L'approccio Amazon al problema e' distruttivo ? Dipende dal tipo di
cliente. Quello intelligente prende atto che e' stato spostato un
maggiore rischio sul consumatore, e quindi si fara' parte diligente per
evitare acquisti "incerti".
Mettiamola cosi': con la clausola precedente che permetteva un "reso
facile", molti consumatori onesti (quindi quelli disonesti o truffatori
a parte) si sono indubbiamente sentiti di rischiare piu' facilmente un
ordine dubbio (della serie: tentare non nuoce, al massimo perdo un po'
di tempo, ma se va bene, ho fatto un affare).
Giustissimo. Io stesso ho acquistato dei prodotti che altrimenti non
avrei acquistato, con la sicurezza che "tanto se non funziona lo rimando
indietro".

C'e' da dire che la qualita' delle apparecchiature elettroniche e'
drasticamente calata rispetto agli anni '80 e '90; anzi oserei dire che
la qualita' non esiste piu', neanche nelle marche blasonate.

Vuole un esempio? Ho comprato un registratore digitale professionale, di
una marca che non nomino, ma che negli anni 90 era al top della
registrazione digitale e analogica. Quasi tutti gli studi di
registrazione avevano un DAT di questa marca.

Ebbene ogni tanto si inchioda a meta' registrazione con la conseguenza
che deve essere resettato disalimentandolo e siccome il file non e'
stato chiuso, viene persa tutta la registrazione fatta fino a quel
momento. Bello schifo. Almeno con il nastro (analogico o digitale che
sia) in caso di blocco o blackout cio' che era registrato fino a quel
momento si recuperava.

Per non parlare poi degli apparecchi non professionali, le vere e
proprie "cinesate" piene di bug e spesso inutilizzabili... a volte non
rilasciano neanche aggiornamenti firmware che risolvano i bug ma
rilasciano direttamente il nuovo modello "cari consumatori, comprate
quello nuovo".

Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
indietro con il diritto di recesso.

Negli anni 80 c'era il negoziante che era un appassionato del settore e
conosceva i prodotti che vendeva che oltre a essere di qualita'
migliore, erano conosciuti nei pregi e difetti.

Oggi esistendo 1000 prodotti diversi e il negoziante ha in negozio
scatole vuote, non puo' conoscere o provare tutti i prodotti pertanto
non sa consigliarti. I forum vengono un po' in aiuto. Sicuramente non le
recensioni dei siti che recensiscono un prodotto dopo averlo provato 10
minuti e la loro opinione e' sempre buona (le querele fanno paura);
peccato che a me serve sapere se un prodotto funziona bene o no. Facendo
un paragone con un'automobile, non mi serve a nulla la recensione di uno
che l'ha provata facendo il giro del quartiere e mi racconta di quanto
e' bello il quadro comandi e l'autoradio. A me interessa di leggere sul
forum di quanta gente statisticamente e' rimasta in panne.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Sia chiaro, tentare un acquisto da un rivenditore o di un prodotto
dubbio non e' disonesto, ma solo un azzardo. Cio' che troppi non hanno
compreso e' che azzardare troppo causa dei costi che qualcuno deve
pagare.
Io un idea ce l'avrei: Amazon potrebbe tenere un tot di prodotti "di
prova" che "presta" ai clienti che vogliono testarlo: vuoi *provare* la
macchina fotografica digitale X? Ti prenoti in lista di attesa e appena
se ne rende disponibile una "di test" amazon te la invia: e' una
macchina fotografica usata, che hanno gia' testato tutti gli altri
clienti. La tieni 10 giorni e la provi. Se proprio vogliamo evitare i
furbi, magari te ne mandano una col firmware taroccato, che su ogni foto
inserisce una scritta nel mezzo "macchina di prova", rendendo le foto
inutilizzabili ma permettendo di testare la qualita'.
Dopo il test restituisci la macchina ad amazon pagando a tue spese la
spedizione. Se decidi di comprarla, amazon te ne invia una nuova e ti
storna le spese di rispedizione della macchina di test; se decidi di non
comprarla, le spese di rispedizione sono a carico tuo.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed evidentemente l'onere sopportato da Amazon o dai rivenditori
onesti/corretti/validi che contribuiscono ai costi di Amazon, era
diventato eccessivo. Ora la pacchia e' finita,
Non era una pacchia. I prezzi di Amazon erano generalmente di un 10 / 20
% piu' alti di altri siti di ecommerce o dello stesso marketplace
(venditori esterni). Il motivo per cui compravo sempre da amazon era la
certezza, in caso di prodotto difettoso, di non trovarmi di fronte a un
venditore che facesse orecchie da mercante.

Tale aumento di prezzo lo consideravo una sorta di "assicurazione"
contro il prodotto difettoso: se ogni 10 ne trovavo uno difettoso ci
andavo pari. Se amazon comincia a fare orecchie da mercante in caso di
resi, allora compro altrove cercando il minor prezzo prossibile e "metto
da parte" virtualmente i soldi risparmiati: quando trovo un prodotto
difettoso e inutilizzabile, rompo il porcellino (virtuale) con i soldi
messi da parte e quello e' il mio rimborso. In pratica mi assicuro da
solo accantonando ogni volta una quota.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Salto la descrizione dei difetti, per rimarcare che l'acquisto per
corrispondenza (di cui quello su Amazon sono una versione telematica) ha
sempre portato con se un certo rischio di insoddisfazione del rischio.
Le varie aziende che si sono proposte nel tempo in tale mercato hanno
proposte varie soluzioni, fino al reso caricato su tutti i clienti,
piuttosto che sul malcapitato, e cosi' ci sono aziende che hanno
prevalso e altre che sono scomparse. Alla fine e' il consumatore che
decide cosa vuole, spostando gli acquisti dove crede di trovare maggiore
vantaggio.
A me l'online generalmente piace perche' mi consente in poche decine di
minuti di confrontare caratteristiche e prezzi di moltissimi prodotti.
Tanto in un negozio "fisico", se e' un grande magazzino l'addetto e'
generalmente impreparato e se e'un piccolo negozio a conduzione
familiare l'esercente ti venderebbe anche sua madre pur di venderti
qualcosa.

Ricordo negli anni 90 che cercavo le pellicole per diapositive "fuji
provia 100F". Chi le conosce sa che hanno caratteristiche particolari,
che non sto a spiegare perche' sarebbe off-topic.
Il fotografo mi rispose "no mi dispiace, ma abbiamo queste della Kodak"
Io risposi "ah la ringrazio ma non importa mi servivano le provia 100F"
Lui rispose "ma sono bbbuone..."

Sono buone, saranno pure buonissime, ma se ti chiedo del cioccolato
fondente non puoi rispondermi che non ce l'hai ma lo hai al latte ma e'
bbbuono, oppure che hai cioccolato bianco; o se ti chiedo colore a olio
non puoi rispondermi che hai acquerello o acrilico: dimostri di essere
incompetente o in malafede.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Unilì
Fatta questa parentesi sui prodotti da me restituiti vado al problema
principale che, nonostante la presenza di clienti furbi, la pratica di
-bannando un cliente dall'account, quest'ultimo non può piu' usufruire
della garanzia del venditore sugli oggetti già acquistati.
Hmmm ... questa sarebbe una modifica a posteriori sull'accordo
contrattuale posto in essere al momento dell'acquisto. Sicuro che sia
cosi' ?
Sicuro no, ma da uno degli articoli linkati sembra cosi'
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Unilì
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
Questa non l'ho capita.
Significa che una vetrina con dei prodotti esposti con il prezzo o un
sito web con dei prodotti esposti con il prezzo costituiscono un'offerta
di vendita al pubblico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Offerta_al_pubblico

Nel momento in cui il venditore riceve la notizia che un acquirente (uno
qualunque) ha *accettato* tale proposta, il contratto e' concluso.

Si', nel momento in cui il venditore viene a conoscenza che ho accettato
di acquistare quel prodotto a quel prezzo, il prodotto e' gia' mio a
termini di legge, indipendentemente da quando lo pago (potrei pagarlo
dopo un minuto, dopo un mese o a rate).

Essendo l'oggetto gia' mio, Amazon non puo' dire "no, a te non lo vendo".
rootkit
2016-08-12 21:14:03 UTC
Permalink
Post by Unili'
Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
indietro con il diritto di recesso.
il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia a
rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e soldi,
quindi è meglio non badare tanto a spese).

quello che contraddistingue amazon è la facilità con cui riconosce la
difettosità della merce, cosa che però si rivela specchietto per le
allodole. intanto con questa politica hanno sbaragliato la concorrenza,
poi quando i conti non tornano cominciano a segare account.
DrFalken
2016-08-13 07:46:05 UTC
Permalink
Post by rootkit
il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia a
rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e soldi,
quindi è meglio non badare tanto a spese).
quello che contraddistingue amazon è la facilità con cui riconosce la
difettosità della merce, cosa che però si rivela specchietto per le
allodole. intanto con questa politica hanno sbaragliato la concorrenza,
poi quando i conti non tornano cominciano a segare account.
Hai centrato il punto.
Come gia' suggerito da altri sarebbe sufficiente addebitare il costo
della spedizione di ritorno per evitare abusi: evidentemente pero'
questo li porrebbe sullo stesso piano dei concorrenti, quindi
preferiscono segare gli account dove il reso sfruttato in modo
"sistematico".
L'obiettivo di Amazon non e' quello di diventare il "negozio unico" ma
di diventare il "negozio unico ad ogni costo" e continuera' con queste
politiche finche' non lo raggiungera'.
Tanto per...lunedi' ho ordinato da loro 1 paio di scarpe ed 1kg di
farina manitoba (qui vicino non la trovo), spedizione normale perche'
non sono abbonato a Prime: mercoledi' hanno spedito la farina, giovedi'
le scarpe.
Che senso avrebbe spedire solo 1kg di farina (pagata 99 centesimi) ?
Avranno speso 4 Euro per incassare 80 centesimi, senza considerare
l'inquinamento, il traffico...
L'unica risposta che mi viene in mente e' appunto quella di voler
diventare il "negozio unico ad ogni costo".

Ciao!
Simone.
Cippe
2016-08-13 13:29:57 UTC
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Post by DrFalken
Hai centrato il punto.
Come gia' suggerito da altri sarebbe sufficiente addebitare il costo
della spedizione di ritorno per evitare abusi: evidentemente pero'
questo li porrebbe sullo stesso piano dei concorrenti, quindi
preferiscono segare gli account dove il reso sfruttato in modo
"sistematico".
veramente è già così, se te onestamente, selezioni che hai sbagliato
ecc... le spese di spedizione te le paghi... se invece selezioni che le
prestazioni non sono quelle che ti aspettavi, o che l'articolo non
funziona, o che non è compatibile, le spedizione non le paghi
Unili'
2016-08-13 08:25:25 UTC
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Post by rootkit
Post by Unili'
Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
indietro con il diritto di recesso.
il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
Non e' questione di approfittarne, e' l'unico modo per capire se un
prodotto e' adatto ad un uso professionale/semiprofessionale o no.

Cioe' se *funziona*, oppure se lo accendi, non va, riprova, resetta, e
cosi' via....

Ripeto, per il ragazzino che parla con l'amichetta straniera va
benissimo il (video)telefono voip che una volta su 3 uno sente e l'altro
no, oppure la chiamata non parte oppure crasha e va resettato, ma in
ditta no, non puoi avere un telefono che per 3 ore non ricevi chiamate e
poi ti accorgi che era crashato. Tanto per fare un esempio.

E, tanto per farne un altro, il registratore digitale di marca
blasonatissima, con ingressi XLR, livelli regolabili come giusto che
sia, se una volta su 5 si blocca mentre stai registrando e perdi tutto
puo' andar bene per il bimbominkia che si registra mentre suona la
pianola, non per il tecnico che registra una conferenza per metterla in
rete o addirittura un concerto live dall'uscita del mixer.

Sono tutte cose che scopri con qualche giorno di uso, nessuna recensione
e nessun articolo evidenziano questi difetti perche' chi fa recensioni
un prodotto lo prova 10 minuti.
Post by rootkit
visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia a
rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e soldi,
quindi è meglio non badare tanto a spese).
Quando compro un apparato da 500 euro me ne fotto delle spese di
restituzione, se questo mi consente di rispedire un prodotto non adatto.
Post by rootkit
quello che contraddistingue amazon è la facilità con cui riconosce la
difettosità della merce, cosa che però si rivela specchietto per le
allodole. intanto con questa politica hanno sbaragliato la concorrenza,
poi quando i conti non tornano cominciano a segare account.
E' verissimo, con un venditore non amazon mi sono trovato di fronte a
questo teatrino:

IO: Il prodotto XX ha questo difetto che lo rende inutilizzabile, ve lo
restituisco.
VENDITORE: A noi non risulta che abbia questo difetto.
IO: ce l'ha, vi faccio un video che ve lo dimostra.
VENDITORE: il difetto verra' risolto con la prossima versione di firmware.

IO: MENO MALE A VOI NON RISULTAVA CHE AVESSE IL DIFETTO, e poi, come
fate a essere sicuri che verra' risolto? Se poi non verra' risolto
intanto scadono i termini per la restituzione e me la prendo in quel
posto. Allora facciamo una cosa, difetti o non difetti ve lo restituisco
a carico mio col DIRITTO DI RECESSO.
rootkit
2016-08-13 16:29:44 UTC
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Post by Unili'
Post by rootkit
Post by Unili'
Ecco che allora amazon mi consente di provare un apparato e se e' una
cinesata giocattolo inutilizzabile per un uso serio posso reinviarlo
indietro con il diritto di recesso.
il diritto di ripensamento non è esclusiva di amazon e a onor del vero
non è neanche quella gran furbata approfittarne in modo premeditato,
Non e' questione di approfittarne, e' l'unico modo per capire se un
prodotto e' adatto ad un uso professionale/semiprofessionale o no.
ma anche no. ciò che rende adatto un prodotto ad un uso professionale
sono le sue caratteristiche tecniche / costruttive, su cui chiunque con
un po' di buonsenso si informa prima. d'altro canto se ne devi fare uso
professionale significa che qualcosa ne capisci.
Post by Unili'
Cioe' se *funziona*, oppure se lo accendi, non va, riprova, resetta, e
cosi' via....
se non funziona è un'altro paio di maniche, rientra nel difetto quindi
nella garanzia.
Post by Unili'
Ripeto, per il ragazzino che parla con l'amichetta straniera va
benissimo il (video)telefono voip che una volta su 3 uno sente e l'altro
no, oppure la chiamata non parte oppure crasha e va resettato, ma in
ditta no, non puoi avere un telefono che per 3 ore non ricevi chiamate e
poi ti accorgi che era crashato. Tanto per fare un esempio.
infatti il ragazzino comprerà una cinesaglia da 15 euro, mentre la ditta
comprerà un cisco che costa venti volte tanto e se crasha lo rimanda
indietro. ma difficilmente succederà.
Post by Unili'
E, tanto per farne un altro, il registratore digitale di marca
blasonatissima, con ingressi XLR, livelli regolabili come giusto che
sia, se una volta su 5 si blocca mentre stai registrando e perdi tutto
puo' andar bene per il bimbominkia che si registra mentre suona la
pianola, non per il tecnico che registra una conferenza per metterla in
rete o addirittura un concerto live dall'uscita del mixer.
Sono tutte cose che scopri con qualche giorno di uso, nessuna recensione
e nessun articolo evidenziano questi difetti perche' chi fa recensioni
un prodotto lo prova 10 minuti.
non conosco il settore ma in generale anche le marche più blasonate
producono modelli top e modelli entry level. evidentemente o quel
registratore è difettato (quindi vale il discorso garanzia) oppure avete
scelto un modello di caratteristiche inadeguate per quello che dovevate
fare, non si scappa. siccome si tratta di materiale professionale quindi
come giustamente sottolinei di bei soldi, io non starei tanto a giocare
su "intanto lo compriamo e lo proviamo, poi se non va si restituisce".
sono valutazioni che vanno fatte prima perché se le fai dopo ci smeni
soldi.
Post by Unili'
Post by rootkit
visto che i costi di restituzione sono a tuo carico e la merce viaggia
a rischio tuo (leggi: se si smarrisce o si danneggia perdi oggetto e
soldi,
quindi è meglio non badare tanto a spese).
Quando compro un apparato da 500 euro me ne fotto delle spese di
restituzione, se questo mi consente di rispedire un prodotto non adatto.
meglio evitare di acquistare un prodotto non adatto, no? specialmente se
ci sono soldi in ballo come per le attrezzature professionali.
Unilì
2016-08-14 11:41:43 UTC
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Post by rootkit
ma anche no. ciò che rende adatto un prodotto ad un uso professionale
sono le sue caratteristiche tecniche / costruttive, su cui chiunque con
un po' di buonsenso si informa prima. d'altro canto se ne devi fare uso
professionale significa che qualcosa ne capisci.
Cià che rende adatto un prodotto all'uso professionale è anche
l'affidabilità dello stesso.

Prendi ad esempio questi due prodotti (ormai obsoleti)

1) http://tinyurl.com/hy4h5m9

2) http://tinyurl.com/z8prf68

Poi prendi il 2 e usalo tutti i giorni per 10 - 12 ore al giorno e mi
dici dopo quanto ti lascia a piedi. Pochi mesi?

Noi al lavoro avevamo questo
Loading Image...
poi sostituito con questo digitale
Loading Image...
e infine questo HD
Loading Image...

bene, erano dei MULI. Certo, venivano inviati anche preventivamente e a
intervalli regolari alla sony per fare manutenzione programmata, ma
venivano usati 10 / 12 ore al giorno con un continuo play, rewind,
rewind guardando l'immagine (con la testina che struscia sul nastro),
togli un nastro e inseriscine un altro di corsa e così via...
mai guastati, MAI.

Per le contribuzioni, quelle che una volta si chiamavano RVM,
utilizzavamo questi Loading Image...
produzione toscana, macchinette con firmware scritto da loro in
linguaggio a basso livello che comandavano dei dischi SCSI ; anche
questi funzionavano bene ed eravamo in contatto con il produttore.

Adesso, non faccio il nome, abbiamo degli apparati apparentemente
fichissimi che permettono di esportare, importare files, fare sequenze,
mixarli con effetti.... non sono piu' macchinette con firmware
proprietario ma dei mini computer con windows... e ogni tanto crashano o
escono dall'applicativo o rogne di questo genere... piu' un sistema è
complesso e piu' potenziali "point of failure" ci sono.

Le caratteristiche "tecniche/costruttive" che dici tu non dicono se un
apparato alla fine funziona di merda.

Nel caso del professionale ti incazzi con chi te l'ha venduto, anzi con
chi ti ha montato il tutto (perché non compri il singolo oggetto ma una
ditta ti fa il progetto e l'installazione di tutto il sistema montato e
integrato con macchine diverse che dialogano tra loro) e se ti incazzi
*molto* e gli fai vedere che non ci puoi lavorare, te lo sostituiscono
con qualcos'altro.

Nel caso del non professionale, cioè dell'utente che compra online, sono
cavoli amari perché l'oggetto "non funzionante" ufficialmente funziona
cioè lo accendi, si accende, fa piu' o meno quello che deve fare. Poi
però una volta su 7 si blocca e perdi tutta la registrazione e il
difetto probabilmente non lo fa quando lo provi davanti al negoziante
(se è un negozio fisico) e se anche lo facesse ti dirà che è colpa della
SDCard, inutile dirgli che hai provato con 5 SDcard diverse di marche
diverse, per lui non è mai colpa dell'apparato.

Ecco il bello di Amazon era che non ti faceva troppe storie, se gli
rimandavi un oggetto dicendo che era guasto, si fidava e basta.
Post by rootkit
Post by Unili'
Cioe' se *funziona*, oppure se lo accendi, non va, riprova, resetta, e
cosi' via....
se non funziona è un'altro paio di maniche, rientra nel difetto quindi
nella garanzia.
Per la maggior parte dei negozianti se un apparato si accende, per lui
funziona.
Post by rootkit
Post by Unili'
Quando compro un apparato da 500 euro me ne fotto delle spese di
restituzione, se questo mi consente di rispedire un prodotto non adatto.
meglio evitare di acquistare un prodotto non adatto, no? specialmente se
ci sono soldi in ballo come per le attrezzature professionali.
Sì ma anche l'affidabilità dei prodotti di fascia alta è calata....
probabilmente perché più un prodotto è complesso e piu' presenta "point
of failures". Poi oggi, per usare una metafora, si usa un i7 con windows
10 per fargli fare da calcolatrice, per cui mentre la calcolatrice
tascabile non crashava mai, quella di oggi ha come point of failures
l'hardware piu' complicato, il s.o. e l'applicativo, magari scritto in
visual basic.

Eh sì, perche' rispetto alle macchinette BLT del 1999 con 4 righe di
firmware in croce che controllavano hard disk scsi esterni quelle di ora
sono macchinette con windows embedded i cui applicativi sono scritti in
linguaggio a livello piu' alto.
rootkit
2016-08-14 15:50:34 UTC
Permalink
Post by Unilì
Post by rootkit
ma anche no. ciò che rende adatto un prodotto ad un uso professionale
sono le sue caratteristiche tecniche / costruttive, su cui chiunque con
un po' di buonsenso si informa prima. d'altro canto se ne devi fare uso
professionale significa che qualcosa ne capisci.
Cià che rende adatto un prodotto all'uso professionale è anche
l'affidabilità dello stesso.
che ragionevolmente non puoi pensare di valutare nei 10 giorni del
diritto di ripensamento. tant'è vero che tu stesso parli di mesi di uso
intensivo.
anche per questo devi necessariamente affidarti all'eseperienza, tua o di
altri, per una valutazione pre-acquisto.
Post by Unilì
Post by rootkit
meglio evitare di acquistare un prodotto non adatto, no? specialmente
se ci sono soldi in ballo come per le attrezzature professionali.
Sì ma anche l'affidabilità dei prodotti di fascia alta è calata....
può essere, non conosco il settore. in altri settori, come ad esempio
l'hw informatico, quando qualcuno si lamenta della maggiore difettosità
di una certa tipologia/fascia di prodotti basta confrontare quanto
avrebbe pagato dieci anni fa il prodotto e quanto lo ha pagato oggi per
capire dove sta la gabola. se uno quando compra (ad esempio) un disco
investisse la stessa cifra che avrebbe investito anni prima, hai voglia
di affidabilità. spesso la gente non si rende conto di quanto poco paga i
prodotti adesso rispetto al passato che rimpiangono.
Unilì
2016-08-15 07:20:25 UTC
Permalink
Post by rootkit
può essere, non conosco il settore. in altri settori, come ad esempio
l'hw informatico, quando qualcuno si lamenta della maggiore difettosità
di una certa tipologia/fascia di prodotti basta confrontare quanto
avrebbe pagato dieci anni fa il prodotto e quanto lo ha pagato oggi per
capire dove sta la gabola. se uno quando compra (ad esempio) un disco
investisse la stessa cifra che avrebbe investito anni prima, hai voglia
di affidabilità. spesso la gente non si rende conto di quanto poco paga i
prodotti adesso rispetto al passato che rimpiangono.
Visto che è il tuo settore, mi togli una curiosità? Come mai unix è
sparito? Fino al 2004 circa in sala macchine avevamo delle sun
enterprise 4500 con microprocessore ultrasparc e solaris 2.8 (chiamato a
volte solaris 8 non so perché); ricordo che c'era una versione di
solaris 8 scaricabile gratis per PC intel. Lo storage era su un HP XP.

Adesso in sala macchine ci sono solo macchine con windows; certo sono
sempre macchine con alimentazione ridondata, ma sono macchine con win e,
credo, con processore intel.

Cos'e' successo? La Sun è sparita? Si sono accorti che Windows va
meglio? Costavano troppo i sistemisti Solaris rispetto a quelli Win?
rootkit
2016-08-15 08:12:58 UTC
Permalink
Post by Unilì
Visto che è il tuo settore, mi togli una curiosità? Come mai unix è
sparito?
e che lo chiedi a me? chiedilo al tuo sysadmin perché ha migrato
l'infrastruttura a windows, avrà avuto le sue ragioni. nel resto del
mondo i sistemi unix sono vivi e vegeti.
Post by Unilì
Cos'e' successo? La Sun è sparita?
è da mo' che è sparita.
Bernardo Rossi
2016-08-15 08:29:39 UTC
Permalink
Post by Unilì
Cos'e' successo? La Sun è sparita?
Da wikipedia:
Il 27 gennaio 2010, la Sun Microsystem è stata acquistata dalla Oracle
Corporation per 7,4 miliardi di dollari. La Sun Microsystems, Inc. è stata
quindi rinominata Oracle America, Inc.

Roberto Deboni DMIsr
2016-08-13 11:30:46 UTC
Permalink
On 2016-08-12, Unili' <***@nospam.unili.it> wrote:

...snip...
Post by Unili'
C'e' da dire che la qualita' delle apparecchiature elettroniche e'
drasticamente calata rispetto agli anni '80 e '90; anzi oserei dire che
la qualita' non esiste piu', neanche nelle marche blasonate.
Se, calcolato il valore monetario storico, si e' disposti a spendere
quanto si pagava allora, la qualita' degli acquisti ritorna
magicamente agli stessi livelli. Certe volte, quello che sembra una
pacchia (prezzi stracciati) diventa una fregatura a lungo termine
(mercato scadente - merce buona scacciata).

...
Post by Unili'
Per non parlare poi degli apparecchi non professionali, le vere e
proprie "cinesate" piene di bug e spesso inutilizzabili... a volte non
rilasciano neanche aggiornamenti firmware che risolvano i bug ma
rilasciano direttamente il nuovo modello "cari consumatori, comprate
quello nuovo".
Anche quello degli aggiornamenti "regalati" (occorre pagare alcuni
dipendenti che nel tempo continuanano a recepire i reclami e studiare
modifiche a rimedio) e' una pacchia, i prezzi non rispecchiano la
differenza dei costi sostenuti dalle aziende.

...snip...
Post by Unili'
Negli anni 80 c'era il negoziante che era un appassionato del settore e
conosceva i prodotti che vendeva che oltre a essere di qualita'
migliore, erano conosciuti nei pregi e difetti.
C'e' ancora. Basta pagare come si pagava allora.
Grosso modo il valore in lire degli anni '80-'90 e' il valore in euro
di oggi (diviso mille). Dia un occhiata ai listini e ci pensi sopra.
Attenzione pero' a togliere l'IVA. Il fatto che oggi si paga il 22% di
IVA nasconde il fatto che i produttori oggi prendono meno soldi.
Post by Unili'
Oggi esistendo 1000 prodotti diversi e il negoziante ha in negozio
scatole vuote, non puo' conoscere o provare tutti i prodotti pertanto
non sa consigliarti.
Semplicemente perche' non lo pagate a sufficienza. Oggi la logica e' quella
della GDO, ovvero vendere in massa. Non c'e' tempo per fare le prove, e'
piu' quello perso a spostare merce dal magazzino (fortuna che arriva in
pallet che scarica il trasportatore) in negozio per fare le pile.
Ma se pagate abbastanza per dargli il tempo di riposare tra una vendita
e l'altra e leggersi e cincischiare con il materiale in negozio ...
E poi sicuramente, un commercio basato sulle vendita di massa allontana
gli appassionati dal settore del commercio: non e' vita per la loro
passione.

In un certo senso, il suo e' il lamento di chi vuole la botte piena e
la moglie ubriaca (supposto che da ubriaca sia piu' sopportabile ...).

...snip...
Post by Unili'
Io un idea ce l'avrei: Amazon potrebbe tenere un tot di prodotti "di
prova" che "presta" ai clienti che vogliono testarlo: vuoi *provare* la
macchina fotografica digitale X? Ti prenoti in lista di attesa e appena
se ne rende disponibile una "di test" amazon te la invia: e' una
macchina fotografica usata, che hanno gia' testato tutti gli altri
clienti. La tieni 10 giorni e la provi. Se proprio vogliamo evitare i
furbi, magari te ne mandano una col firmware taroccato, che su ogni foto
inserisce una scritta nel mezzo "macchina di prova", rendendo le foto
inutilizzabili ma permettendo di testare la qualita'.
Dopo il test restituisci la macchina ad amazon pagando a tue spese la
spedizione. Se decidi di comprarla, amazon te ne invia una nuova e ti
storna le spese di rispedizione della macchina di test; se decidi di non
comprarla, le spese di rispedizione sono a carico tuo.
E' una idea interessante. Se trova un commerciante disposto a provarla e
funziona in termini di costi, sbaragliera' Amazon (o Amazon copiera' lo
schema).

...snip...
Post by Unili'
Non era una pacchia.
Quando una pratica commerciale rivela insostenibile significa che era una
pacchia per gli acquirenti. Delle due l'una ...
Post by Unili'
I prezzi di Amazon erano generalmente di un 10 / 20
% piu' alti di altri siti di ecommerce o dello stesso marketplace
(venditori esterni).
Ma e' evidente nei comportamenti che il rapporto tra il servizio fornito
ed il suo costo (la maggiorazione dei prezzi non e' altro che un
corrispettivo per il costo della schema di garanzia - a proposito,
qualsiasi schema di garanzia ha un costo, sempre) era sicuramente
favorevole agli acquirenti. Lo affermo con certezza perche' e' nei fatti
descritti.
Mi sono fatto tentare un paio di volte dagli acquisti delle fiere delle
elettronica. Per un po' e' stato come descritto da un certo Fabrizio: il
valore del risparmio delle occasioni (simile a quello degli acquisti a
distanza sulla rete) compensava le fregature. Ma l'ultima volta sono
state tutte fregature: per esempio, una telecamera inusabile. Ed il
rivenditore, per fare valere la garanzia, chi lo piglia piu' (per le
cifre in gioco) ? Circa 50 euro tra tutto, buttati via. Ovviamente ho
chiuso (e' pure aumentato il biglietto d'entrata).

...snip...
Post by Unili'
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Unilì
-un venditore non puo' "selezionare" la clientela: gli oggetti in
vendita sul sito costituiscono un offerta al pubblico di cui all'art
1336 c.c. e se il cliente accetta l'offerta e decide di acquistare
l'oggetto il venditore non puo' tirarsi indietro.
Questa non l'ho capita.
Significa che una vetrina con dei prodotti esposti con il prezzo o un
sito web con dei prodotti esposti con il prezzo costituiscono un'offerta
di vendita al pubblico.
https://it.wikipedia.org/wiki/Offerta_al_pubblico
Questa norma vale solo per rivenditori che abbiano la sede in Italia.
Se riesce a forzarla ad Amazon, ci racconti.

In ogni caso, la ratio descritta e' quella di evitare le finte vendite
(vaporware in versione commerciale ?), non quella della selezione
A PRIORI della clientela. In altre parole, alla esclusione
dal sito, non c'e' alcun ristoro in quella norma, a meno di non
interpretarla nella forma corporativistica/fascistoide tipica in
Italia.
Post by Unili'
Nel momento in cui il venditore riceve la notizia che un acquirente (uno
qualunque) ha *accettato* tale proposta, il contratto e' concluso.
Ma se l'acquirente e' escluso a priori dal consegnare l'accettazione, la
norma non si attiva. Per questo non comprendo il suo ragionamento (che
francamente mi pare la forzatura di chi *vuole* costringere qualcuno a
fargli fare un affare).

...snip...

Ai bambini americani si insegna i principi base del commercio, invitandoli
a farsi qualche spiccioli vendendo quello che non gli serve o fornendo
un servizio (la limonata ai passanti davanti a casa in una giornata torrida).
Questo probabilmente aiuta questi a capire un po' come si sta dall'altra
parte della barricata, ad evitare di pretendere cio' che non si ha da
pretendere.

Lei ha mai avuto esperienza di commercio spicciolo (rapporto con estranei) ?
Continua a leggere su narkive:
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