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Una volta noi da ragazzi in estate si lavorava
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Roberto Deboni DMIsr
2017-08-11 03:32:50 UTC
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Ed anche a quanto pare negli Stati Uniti.
Nel 1978, il 60% dei ragazzi ("teens") USA d'estate lavoravano.
Distribuendo giornali, spostando tavoli nei ristoranti,
un esercizio verso una vita da adulti responsabili.

Questa estate solo il 35% lavorano.
Il primo sospetto che viene in mente e' quello dei crumiri
migranti. E probabilmente in Italia averste indovinato.

Ma non negli Stati Uniti:

https://www.theatlantic.com/business/archive/2017/06/disappearance-of-the-summer-job/529824/

"Teens are remaining in high school longer, going to college
more often, and taking more summer classes."

I ragazzi vanno a scuola superiore piu' a lungo, vanno
alle pre-universita', e frequentano piu' corsi estivi.

"The percent of recent high-school graduates enrolled in
college—both two-year and four-year—has grown by
25 percentage points."

La percentuale di partecipanti alle scuole pre-universitarie
e' aumento del 25%, esattamente di quanto e' caduta la
percentuali di quelli che fanno lavori estivi.

Questo e' un indizio che gli Stati Uniti si stanno
preparando per una societa' piu' automatizzata, perche'
per raccogliere pomodori con le macchine servono tanti
tecnici e laureati.

Segue un elenco di ragioni per cui c'e' stato
questo visibile spostamento:

"The second reason why teens work less today is that
employers are more reluctant to hire them."

I datori di lavoro sono piu' rilutanti ?

"First, the rise of low-skill immigration in the
last few decades has created more competition for
exactly the sort of jobs that teenagers used to do,
like grocery-store cashiers, restaurant servers, and
retail salespeople."

Primo, l'immigrazione e' preferita' per i lavori di
manovalanza, quelli che una volta erano assegnati
ai ragazzi.

"Second, older Americans stay in the workforce longer
than ever, and many of them wind down their careers
in office secretary and retail jobs, which used to
be the province of 16-year-olds in the summer."

Secondo, gli anziani restano al lavoro piu' a lungo
e finiscono di fare quei lavoretti che una volta
erano tipici dei ragazzi.

"Third, the number of federally funded summer jobs,
where students work temporarily with their local
government, has declined. At the same time, the
minimum wage has grown, which may have discouraged
bosses from taking on young inexperienced workers
who are only “worth” hiring at a salary
that’s become illegal."

Terzo, c'e' la paga minima che disincentiva le
assunzioni per lavori di manovalanza (ma a quanto
pare non disincentiva di darli ai migranti ...)

"Together, these policies have reduced the number of
temporary paid jobs for teenagers in the public and
private sector."

Insieme questi fattori hanno ridotto il numero di
lavori stagionali per i ragazzi nel settore pubblico
e privato.

"Fourth, companies have caught on to the fact that
if they want to hire teenagers, they don’t have to
pay them, at all: There has been an extraordinary
rise in unpaid internships over the last decade.
Although these teenage interns are clearly working,
they don’t show up in the official employment
statistics, because they’re not getting paid."

Quarto ci sono anche gli stage non pagati. Anche se
a tutti gli effetti questi ragazzi lavorano, non
risultano negli occupati.

Infine pare che i ragazzi oggi sono diventati
sensibili a cosa fanno i loro simili. A quanto pare
i cosidetti "social" stabiliscono cosa faranno in
massa i ragazzi. Questa estate sembra che sia di
moda fare corsi estivi e stage piuttosto che
lavorare.

E' interessante notare come una volta, il lavoro estivo
apparteneva alla cultura sociale (le cose da fare).
Oggi pare che stia scivolando via.


C'e' anche la nota per i razzisti: ogni Luglio e
Agosto vede un salto di +10% nel numero di ragazzi bianchi
al lavoro, del +5% del numero di ispanici, mentre i
ragazzi neri non sembrano variare.

Naturalmente questo non significa nulla:
- puo' significare (il razzista) che il ragazzo nero
sarebbe un fannullone
- puo' significare che il ragazzo nero non trova
lavoro perche' pochi accettano di dargli fiducia
- puo' significare che il ragazzo nero mediamente
lavora tutto l'anno (studente lavoratore) e
quindi non c'e' variazioni perche' lavorano gia'

Senza altri dati non e' possibile ricavare alcuna
conclusione sensata dal dato citato all'ultimo
paragrafo.
Bob Torello
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
gia'
Senza altri dati non e' possibile ricavare alcuna
conclusione sensata dal dato citato all'ultimo
paragrafo.
non avendo trovato cenno alcuno alla remunerazione immagino che
lei si riferisca al mondo del volontariato.
--
Bob


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http://usenet.sinaapp.com/
Roberto Deboni DMIsr
2017-08-12 14:49:23 UTC
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Raw Message
Post by Bob Torello
Post by Roberto Deboni DMIsr
gia'
Senza altri dati non e' possibile ricavare alcuna
conclusione sensata dal dato citato all'ultimo
paragrafo.
non avendo trovato cenno alcuno alla remunerazione immagino che
lei si riferisca al mondo del volontariato.
Noi nel nord, da ragazzi di citta' (si incontrava buona parte
dell'istituto tecnico) ogni settembre ed ottobre si passava
i fine settimana con la raccolta della frutta.

No, non era volontariato, si era pagati ed i soldi ci
servivano per le settimane bianche, per andare a sciare o
in montagna.

Da voi, mezzo secolo fa, come si faceva a mettere da parte
qualche soldino per le piccole spese personali ?
Bob Torello
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
.
Da voi, mezzo secolo fa, come si faceva a mettere da parte
qualche soldino per le piccole spese personali ?
Si faceva anche da noi ma l'offerta era decisamente scarsa.
Diciamo che in tanti facevano un altro passo, finite le scuole si
partiva verso un università del Nord, cercando di far quadrare il
bilancio. Direi che i problemi del giovane del Sud erano di un
ordine di grandezza superiore quello del dimostrare buona volontà
nel lavoro estivo.
Oggi però noto che si sta puntando tutto sulla tratta degli
schiavi. Magari si vuol rilanciare il settore cotonifero.
--
Bob


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Bob Torello
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Bob Torello
Post by Roberto Deboni DMIsr
.
Da voi, mezzo secolo fa, come si faceva a mettere da parte
qualche soldino per le piccole spese personali ?
Si faceva anche da noi ma l'offerta era decisamente scarsa.
Le faccio qualche esempio di prima mano.
Srudenti di informatica che lavorano per ditta in mano a un
professore.
I soldi glieli facevano vedere con il contagocce, a prescindere
dal guadagno.

È pratica corrente da sempre negli studi legali campare sulle
spalle dei "praticanti", spesso avvocati a tutti gli effetti. Al
nord credo li si pagasse regolarmente (adesso non so, il nord lo
vedo in avanzato stato di meridionalizzazione).


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ilChierico
2017-08-16 12:49:21 UTC
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� pratica corrente da sempre negli studi legali campare sulle
spalle dei "praticanti", spesso avvocati a tutti gli effetti. Al
nord credo li si pagasse regolarmente (adesso non so, il nord lo
vedo in avanzato stato di meridionalizzazione).
Ehm, no.

Senza un certo numero di anni di praticantato presso un avvocato
abilitato, il laureato in giurisprudenza non può essere ammesso
all'esame di abilitazione.

Roberto Deboni DMIsr
2017-08-13 11:00:48 UTC
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Post by Bob Torello
Post by Roberto Deboni DMIsr
.
Da voi, mezzo secolo fa, come si faceva a mettere da parte
qualche soldino per le piccole spese personali ?
Si faceva anche da noi ma l'offerta era decisamente scarsa.
Diciamo che in tanti facevano un altro passo, finite le scuole si
partiva verso un università del Nord, cercando di far quadrare il
bilancio.
Mi riferivo ai minorenni (da noi gli istituti tecnici sono
frequentati da minorenni).

Chiedo informazioni: nel meridione da quale "bacino" si pescavano
maggiormente i lavoratori stagionali ? Ed il caporalato come si
rapportava con un giovane che cercasse un lavoro occasionale ?

Nel settentrione direi che noi studenti eravamo la meta', se
non di piu'. Inoltre non c'erano caporali: ci si presentava
direttamente all'aia del contadino o latifondista (sono quelli
che oppure, specie dopo il
primo anno, all'ingresso del frutteto o vigneto. Se poi chi
ci pagava era intermediario che si tratteneva qualcosa per se',
questo non lo so.

...snip...
Bob Torello
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Roberto Deboni DMIsr <).
Post by Roberto Deboni DMIsr
Chiedo informazioni: nel meridione da quale "bacino" si pescavano
maggiormente i lavoratori stagionali ?
i vituperati forestali sono nella grande maggioranza lavoratori
stagionali, anche se si preferisce contarli come full-time.


Direi che non ci sta un capitolo a parte per i lavoratori
stagionali, lo fa chi ne ha bisogno.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed il caporalato come si
rapportava con un giovane che cercasse un lavoro occasionale ? .
Non so, credo stia soprattutto nell'agricoltura. Di solito i
caporali fanno riferimento a gente proveniente da terzo mondo.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Nel settentrione direi che noi studenti eravamo la meta', se
non di piu'. Inoltre non c'erano caporali: ci si presentava
direttamente all'aia del contadino o latifondista (sono quelli
che oppure, specie dopo il
primo anno, all'ingresso del frutteto o vigneto. Se poi chi
ci pagava era intermediario che si tratteneva qualcosa per se',
questo non lo so.
Il mercato del lavoro tirava...


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Roberto Deboni DMIsr
2017-08-14 02:17:28 UTC
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Post by Bob Torello
Roberto Deboni DMIsr <).
Post by Roberto Deboni DMIsr
Chiedo informazioni: nel meridione da quale "bacino" si pescavano
maggiormente i lavoratori stagionali ?
i vituperati forestali sono nella grande maggioranza lavoratori
stagionali, anche se si preferisce contarli come full-time.
I "forestali" non sono il "bacino" dei lavoratori, ma una
"meta" del bacino di lavoratori.
La domanda era: "in quale bacino sociale/demografico si
pescavano maggiormente i lavoratori stagionali ?
Post by Bob Torello
Direi che non ci sta un capitolo a parte per i lavoratori
stagionali, lo fa chi ne ha bisogno.
Un modo come l'altro per schivare la risposta.
Mi pare banalmente ovvio che chi cerca lavoro lo fa perche'
ne ha bisogno. Oppure no ?
Post by Bob Torello
Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed il caporalato come si
rapportava con un giovane che cercasse un lavoro occasionale ?
.
Non so, credo stia soprattutto nell'agricoltura.
Bhe', gli esempi che ho fatto erano appunto del settore
agricoltura (mele, uva, pesche, albicocche, pere, ...).
Post by Bob Torello
Di solito i
caporali fanno riferimento a gente proveniente da terzo mondo.
Questo gia' dagli anni '60 ?
Ma sono arrivati cosi' presto da voi ?
Post by Bob Torello
Post by Roberto Deboni DMIsr
Nel settentrione direi che noi studenti eravamo la meta', se
non di piu'. Inoltre non c'erano caporali: ci si presentava
direttamente all'aia del contadino o latifondista (sono quelli
che oppure, specie dopo il
primo anno, all'ingresso del frutteto o vigneto. Se poi chi
ci pagava era intermediario che si tratteneva qualcosa per se',
questo non lo so.
Il mercato del lavoro tirava...
Mi sto riferendo alla stagione dei raccolti.
Bernardo Rossi
2017-08-11 07:00:44 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed anche a quanto pare negli Stati Uniti.
Nel 1978, il 60% dei ragazzi ("teens") USA d'estate lavoravano.
Sfruttamento minorile?
C'e'qualche dato che dica quanti di questi erano in regola e quanti erano
in nero?
Quali protezioni avevano in caso di incidenti?
Post by Roberto Deboni DMIsr
Distribuendo giornali, spostando tavoli nei ristoranti,
un esercizio verso una vita da adulti responsabili.
Gia' da piccoli capivano che i soldi sono l'unica cosa che conta nel
mondo reale.
Korben Dallas
2017-08-11 15:26:38 UTC
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Post by Bernardo Rossi
Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed anche a quanto pare negli Stati Uniti.
Nel 1978, il 60% dei ragazzi ("teens") USA d'estate lavoravano.
Sfruttamento minorile?
C'e'qualche dato che dica quanti di questi erano in regola e quanti erano
in nero?
Quali protezioni avevano in caso di incidenti?
Post by Roberto Deboni DMIsr
Distribuendo giornali, spostando tavoli nei ristoranti,
un esercizio verso una vita da adulti responsabili.
Gia' da piccoli capivano che i soldi sono l'unica cosa che conta nel
mondo reale.
Diciamo che loro non sono cresciuti con l'idea che tanto paga lo stato,
via...
Napo
2017-08-11 16:33:00 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Ed anche a quanto pare negli Stati Uniti.
Nel 1978, il 60% dei ragazzi ("teens") USA d'estate lavoravano.
Distribuendo giornali, spostando tavoli nei ristoranti,
un esercizio verso una vita da adulti responsabili.
Piccola differenza: in Italia fino a 18 anni non si potrebbe lavorare,
nemmeno durante le vacanze scolastiche.
Detto ciò, rimane il fatto che nel 1978 anche in Italia gli studenti
durante le loro vacanze lavoravano e non ci andavano perché erano più
responsabili, LI MANDAVANO A PEDATE NEL SEDERE i genitori.
Adesso le vacanze le fanno sul serio anche all'estero foraggiati da
genitori che ritengono più importante che il pargolo gozzovigli
all'estero che vada a lavorare, magari loro si tolgono il pane di bocca.
Quanti ne ho visti. Gli altri, quelli che rimangono a casa, rimangono a
gozzovigliare qui in Italia ben foraggiati di denaro.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Valerio Vanni
2017-08-11 21:04:14 UTC
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Post by Napo
Piccola differenza: in Italia fino a 18 anni non si potrebbe lavorare,
nemmeno durante le vacanze scolastiche.
L'età è 16 anni.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Napo
2017-08-12 10:47:47 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Napo
Piccola differenza: in Italia fino a 18 anni non si potrebbe lavorare,
nemmeno durante le vacanze scolastiche.
L'età è 16 anni.
No, 18!!!!
E’ obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la
fascia di eta compresa tra i 6 e i 16 anni.
L’adempimento dell’obbligo di istruzione è finalizzato al conseguimento
di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica
professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.
(tratto da istruzione.it)
Quindi cosa succede ?
Fino a 16 anni si frequentano la scuola superiore, se non ci si riesce
bisogna fare un corso professionale per almeno tre anni e quindi
diventano fino a 19.
Non puoi andare a lavorare a 16 anni.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Roberto Deboni DMIsr
2017-08-12 15:43:19 UTC
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Post by Napo
Post by Valerio Vanni
Post by Napo
Piccola differenza: in Italia fino a 18 anni non si potrebbe lavorare,
nemmeno durante le vacanze scolastiche.
L'età è 16 anni.
No, 18!!!!
E’ obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la
fascia di eta compresa tra i 6 e i 16 anni.
Quindi il lavoro minorile, con tanto di libretto del
lavoro timbrato, e' stato una illegalita' degli anni '60 ?
Post by Napo
L’adempimento dell’obbligo di istruzione è finalizzato al conseguimento
di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica
professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.
(tratto da istruzione.it)
E' anche scomparsa la figura dello studente lavoratore ?
Interessante la direzione in cui il meridione sta spingendo
tutta l'Italia. Ora si spiega il disprezzo/odio con cui sono
stati insultati quelli che nel settentrione lavorano in
proprio anche 12 ore al giorno, nulla chiedendo solo di non
essere tartassati dalla burocrazia (che spesso ha un fastidioso
accento di altrove ...).
Post by Napo
Quindi cosa succede ?
Fino a 16 anni si frequentano la scuola superiore, se non ci si riesce
bisogna fare un corso professionale per almeno tre anni e quindi
diventano fino a 19.
Non puoi andare a lavorare a 16 anni.
C'e' il carcere ?
O semplicemente, chi ha "voglia" di lavorare (concetto forse
difficile da capire in certi luoghi) si fa' una grassa
risata e lavora lo stesso ?

In realta' lei vive fuori dal mondo, quanto scrive e' un suo
desiderio, un "imporre" agli altri una *sua* visione del mondo
(come per la faccenda degli orari di apertura festiva della GDO).

Ecca la vera realta', anche nel meridione (ove, l'obbligo
imposto di cio' che nel settenttrione ed altrove nel mondo e'
la normalita', riscuote sonore proteste), perfettamente lecito:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/06/alternanza-scuola-lavoro-la-denuncia-degli-studenti-sfruttati-per-pulire-i-bagni-dei-ristoranti-e-fare-volantinaggio/3422124/

<http://web.archive.org/web/20170331050129/http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/06/alternanza-scuola-lavoro-la-denuncia-degli-studenti-sfruttati-per-pulire-i-bagni-dei-ristoranti-e-fare-volantinaggio/3422124/>

"... alternanza scuola-lavoro, l’attività resa obbligatoria dalla
legge sulla Buona Scuola per gli studenti di terza, quarta e quinta
dei licei e degli istituti tecnici e professionali."

Francamente la nostra generazione settentrionale (non ho idea di
quale sia la posizione delle giovani generazioni, che spero non
si siano allineati al rifiuto della gavetta della cultura
meridionale) ride grassamente di certe lamentele.

Vediamo una voce diversa (applicazione Legge 107/2015):

https://lavoroeimpresa.com/2017/01/26/buona-scuola-dal-decreto-attuativo-nuove-opportunita-per-lapprendistato-duale/

che chiaramente va ben oltre al semplice lavoro per fare
quattro soldini, essendo anche svolto durante l'anno, a
cavallo degli studi. Evidentemente si e' capita la
perversione (solo di una certa italianita') di insegnare
in modo sottile ma efficace un disprezzo del lavoro
manuale.

Notare che questa moda di "regolamentare" (di stile un pelo
fascistino, mi si permetta), e' stato copiato dai tedeschi:

http://www.t-mag.it/2017/04/14/come-funziona-lalternanza-scuola-lavoro-in-germania/

altro paese in cui la cultura della liberta' e' regolata
da tanti lacciuoli ...

Una interessante disanima della questione a cui c'e' da
riconoscere lo sforzo di uscire dagli schemi psicologici
nazionali:

http://www.cislscuola.it/fileadmin/cislscuola/content/Scuola_e_formazione/2016/numero_2/21-24_Formosa.pdf

<http://web.archive.org/web/20170622024458/http://www.cislscuola.it/fileadmin/cislscuola/content/Scuola_e_formazione/2016/numero_2/21-24_Formosa.pdf>

A proposito, divagando (trovato mentre facevo ricerche sul
tema) se volete una idea di quanto "pesano" gli
studenti lavoratori al terzo livello di studi (le
universita'):

http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2015-06-12/la-crisi-colpisce-anche-studenti-lavoratori-tre-anni-ridotti-un-terzo--181140.php?uuid=AB964RxD

Eravamo (sono stato uno di quelli) il 39% oggi sono il 26%

"La crisi colpisce anche gli studenti lavoratori. In tre anni
gli universitari che, oltre a studiare, svolgono un lavoro
retribuito (temporaneo o continuativo) sono passati dal 39% al 26%."

Pero' era difficile anche ai miei tempi: ho dovuto inventarmi
un lavoro autonomo (fortunatamente gli studi di elettronica
ed informatica, quando era solo agli inizi, mi rese facile
la via del consulente), perche' trovare un posto dipendente
part-time era un miraggio.

Non e' cambiato molto neanche sull'aspetto dei costi:

"Infine quale che sia l’ammontare complessivo delle spese degli
studenti che vivono “fuori casa”, l’alloggio continua a
rappresentare l’uscita più consistente, pari al 35,6% del totale.
Nell'insieme, l'alloggio, i trasporti e le tasse universitarie
rappresentano il 56,7% della spese sostenute direttamente dagli
studenti."

Sugli alloggi c'e' tutto un indotto che sfrutta e truffa (si,
proprio "truffa", con affittacamere che cacciano a sorpresa
gli studenti in luglio-agosto e si tengono la cauzione) gli
studenti.

Vedo che c'e' un cambiamento di rotta da alcune parti:

http://www.tgcom24.mediaset.it/skuola/2013/notizia/studente-lavoratore-paghi-meteagrave-tasse_2016693.shtml

C'e' da capire che lo studente lavoratore non puo' certamente
tenere il ritmo di studi di chi si laurea in tempo, e quindi
finisce fuori-corso. Ebbene, una volta hanno cominciato ad
aumentare in modo vertiginoso le tasse per i fuori-corso
(secondo l'ottusa tesi che fossero "figli di papa' parcheggiati")
con il risultato che hanno espulso una parte degli studenti
operai (socialisti, ci siete ancora ?).

"Il senato accademico dell’Università Statale di Milano ha
approvato, su proposta degli stessi universitari, il piano
rivoluzionario degli studenti part-time, vale a dire tutti
quei ragazzi che per motivi vari sono impossibilitati a
frequentare l’ateneo a tempo pieno. Per loro le tasse si
riducono del 25% e del 50%, e il rischio di uscire fuori
corso tramonta definitivamente. Infatti questa novità prevede
che gli studenti part-time sostengano un numero inferiore di
esami ogni anno, non restando così indietro. Per chi intendesse
usufruire di tale alternativa al regolare percorso di studi,
non sarà necessario nessun titolo dimostrativo, come un
contratto di lavoro, per dimostrare la propria condizione."

Scommetto che ci sara' sicuramente chi si arrabbia.

Ed ecco la situazione al di fuori dello schema della
"Buona Scuola":

https://www.lavoroediritti.com/guide/il-lavoro-minorile

- L’età minima di assunzione è generalmente di 15 anni
(14 per i paesi in via di sviluppo);
- Lavori leggeri possono essere consentiti dai 13 anni
(12 per i paesi in via di sviluppo);

Ma ecco la parte che ci interessa:

Requisiti di età e di istruzione per l’ammissione al lavoro

I lavoratori minori di età di ambo i sessi si distinguono in:

- bambini cioè i minori che non hanno compiuto i 15 anni o
che sono ancora soggetti all’obbligo di studio;

- adolescenti cioè i minori tra gli anni 15 e 18, non più
soggetti all’obbligo scolastico.

(In Italia poi elevato a 16 anni)

Il primo gruppo comprende proprio chi ha l'obbligo di scuola
e che secondo lei non devono lavorare.

Lei parla di divieto, ecco come si legge:

"E’ vietato adibire al lavoro i bambini, salvo che in attività
di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e
nel settore dello spettacolo, purchè siano attività che non
pregiudicano la sicurezza, l’integrità psico-fisica e lo
sviluppo o la frequenza scolastica del minore."

Quindi il divieto non e' assoluto, ma condizionato al
tipo di attivita'. Tra parentesi trovo piuttosto ipocrita
il permesso ai minori di 14 anni nello spettacolo ed il
divieto per un minore di 14 anni a fare l'aiuto cameriere
(per esempio, per sistemare il coperto ai tavoli).
Delle due l'una ... ma evidentemente la propaganda fascista
ha una forte influenza ed i bambini sono ottimi attori per
le loro manipolazioni, inclusa la pubblicita' delle
industrie che si interessano dei bambini - per me
andrebbe tutta vietata ed i responsabili mandati ai
lavori forzati a vita).
Sinuhe
2017-08-13 00:33:16 UTC
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Post by Napo
Post by Valerio Vanni
Post by Napo
Piccola differenza: in Italia fino a 18 anni non si potrebbe lavorare,
nemmeno durante le vacanze scolastiche.
L'età è 16 anni.
No, 18!!!!
E’ obbligatoria l’istruzione impartita per almeno 10 anni e riguarda la
fascia di eta compresa tra i 6 e i 16 anni.
L’adempimento dell’obbligo di istruzione è finalizzato al conseguimento di
un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica
professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età. (tratto
da istruzione.it)
Quindi cosa succede ?
Fino a 16 anni si frequentano la scuola superiore, se non ci si riesce
bisogna fare un corso professionale per almeno tre anni e quindi diventano
fino a 19.
Non puoi andare a lavorare a 16 anni.
Stai interpretando male... confondi l'abbandono della scuola con l'età per
lavorare.
"Legge 296/2006
622. L'istruzione impartita per almeno dieci anni e' obbligatoria ed e'
finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola
secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno
triennale entro il diciottesimo anno di eta'. L'eta' per l'accesso al lavoro
e' conseguentemente elevata da quindici a sedici anni."

A 16 anni (o anche 15 se in agricoltura o nella ditta di famiglia, e sotto i
15 ma in determinate condizioni, con autorizzazione del prefetto) puoi
tranquillamente lavorare. Se entro il 18 anno non ottieni un diploma o una
qualifica, con scuola privata o serale, arriverà una sanzione.
Non esiste un divieto di andare a scuola alla mattina e lavorare il
pomeriggio, o lavorare la mattina e frequentare un corso serale.
Sinuhe
2017-08-12 00:41:28 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Questo e' un indizio che gli Stati Uniti si stanno
preparando per una societa' piu' automatizzata, perche'
per raccogliere pomodori con le macchine servono tanti
tecnici e laureati.
Tanti quanti?

Chiedo, perchè di coltivatori di pomodori ne conosco, e quando è ora di
raccogliere, chiamano "l'industriale", che sarebbe quello che ha le macchine
per la raccolta.
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni del
camion, a sua volta condotto da un patentato sì, ma non laureato.
Se si rompe qualcosa fa da tecnico e ripara la macchina sul posto,
bestemmiando (giustamente) come un camionista, e non è laureato neppure lui.
Garantisco.
Roberto Deboni DMIsr
2017-08-12 15:55:00 UTC
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Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Questo e' un indizio che gli Stati Uniti si stanno
preparando per una societa' piu' automatizzata, perche'
per raccogliere pomodori con le macchine servono tanti
tecnici e laureati.
Tanti quanti?
Sicuramente molto meno dell'equivalente di manovali migranti
impegnati stagionalmente.

Se consideriamo l'esempio olandese, e la produzione e' distribuita
durante tutto l'anno, se per raccogliere X tonnellate in una
stagione tradizionale servono 100 mani, se distribuisco
queste X tonnellate, in quattro stagioni, ovvero abbiamo X/4
tonnellate per ogni stagione, e' evidente che mi bastano
25 mani (uno e' monco :-) che in cambio hanno un lavoro fisso
annuale.

E questo a prescindere dalla meccanizzazione (che direi
sostituisce 100 mani con una mano).

Il bello di tutto questo e' che abbiamo risolto il problema
della natalita' in riduzione. Tra il fatto di potere lavorare
fino a 70 anni (che sicuramente a stare seduto a pigiare
bottoni non soffre), e che servono meno persone, e' un modo
ottimo per convertire "dolcemente" da una societa' risultato
dal baby boom a quella con una piramide demografica piu'
"snella", meno "piramidale".
Post by Sinuhe
Chiedo, perchè di coltivatori di pomodori ne conosco, e quando
è ora di raccogliere, chiamano "l'industriale", che sarebbe
quello che ha le macchine per la raccolta.
Interessante, quindi cominciamo a vedere anche nella vita
quotidiana in Italia questo mondo alternativo alla schiavitu'
quasi da cotonieri confederati della manovalanza clandestina ?
Post by Sinuhe
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni
del camion,
Chiaramente si tratta di pomodoro da concentrato.
Post by Sinuhe
a sua volta condotto da un patentato sì, ma non laureato.
Se si rompe qualcosa fa da tecnico e ripara la macchina
sul posto, bestemmiando (giustamente) come un camionista,
e non è laureato neppure lui. Garantisco.
Le credo senza difficolta'.
Ma questa e' solo meccanica, non e' automazione, prende
il nome di "meccanizzazione", che e' vecchissima (risale
dal secolo delle rivoluzione industriale inglese, con le
prime filande meccaniche).
Cio' che descrive non richiede neanche un agrario,
necessario invece nell'esempio olandese.
Sinuhe
2017-08-13 00:08:21 UTC
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Raw Message
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Questo e' un indizio che gli Stati Uniti si stanno
preparando per una societa' piu' automatizzata, perche'
per raccogliere pomodori con le macchine servono tanti
tecnici e laureati.
Tanti quanti?
Sicuramente molto meno dell'equivalente di manovali migranti
impegnati stagionalmente.
se vogliamo essere seri e non accampare ipotesi di pura fantasia non andiamo
oltre i 2 o 3...
Post by Roberto Deboni DMIsr
Se consideriamo l'esempio olandese, e la produzione e' distribuita
durante tutto l'anno, se per raccogliere X tonnellate in una
stagione tradizionale servono 100 mani, se distribuisco
queste X tonnellate, in quattro stagioni, ovvero abbiamo X/4
tonnellate per ogni stagione, e' evidente che mi bastano
25 mani (uno e' monco :-) che in cambio hanno un lavoro fisso
annuale.
E questo a prescindere dalla meccanizzazione (che direi
sostituisce 100 mani con una mano).
Il bello di tutto questo e' che abbiamo risolto il problema
della natalita' in riduzione.
il problema della natalità in riduzione? Detta così sembrerebbe che ci sia
carenza di persone, quando il problema è l'eccedenza di persone, ossia la
percentuale di disoccupati.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Tra il fatto di potere lavorare
correggerei in "dover lavorare" visto che allungano il tempo per la
pensione...
Post by Roberto Deboni DMIsr
fino a 70 anni (che sicuramente a stare seduto a pigiare
bottoni non soffre), e che servono meno persone, e' un modo
ottimo per convertire "dolcemente" da una societa' risultato
dal baby boom a quella con una piramide demografica piu'
"snella", meno "piramidale".
Post by Sinuhe
Chiedo, perchè di coltivatori di pomodori ne conosco, e quando
è ora di raccogliere, chiamano "l'industriale", che sarebbe
quello che ha le macchine per la raccolta.
Interessante, quindi cominciamo a vedere anche nella vita
quotidiana in Italia questo mondo alternativo alla schiavitu'
quasi da cotonieri confederati della manovalanza clandestina ?
Post by Sinuhe
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni
del camion,
Chiaramente si tratta di pomodoro da concentrato.
come al solito dai per certo quello che non è, perchè lo hai deciso tu.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
a sua volta condotto da un patentato sì, ma non laureato.
Se si rompe qualcosa fa da tecnico e ripara la macchina
sul posto, bestemmiando (giustamente) come un camionista,
e non è laureato neppure lui. Garantisco.
Le credo senza difficolta'.
Ma questa e' solo meccanica, [...]
Cio' che descrive non richiede neanche un agrario,
necessario invece nell'esempio olandese.
e invece il perito agrario è l'unico che passa da quelle parti, per decidere
se il prodotto è al punto giusto per la raccolta.
Roberto Deboni DMIsr
2017-08-13 10:09:33 UTC
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Raw Message
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Questo e' un indizio che gli Stati Uniti si stanno
preparando per una societa' piu' automatizzata, perche'
per raccogliere pomodori con le macchine servono tanti
tecnici e laureati.
Tanti quanti?
Sicuramente molto meno dell'equivalente di manovali migranti
impegnati stagionalmente.
se vogliamo essere seri e non accampare ipotesi di pura fantasia non
andiamo oltre i 2 o 3...
2 o 3 in tutta Italia ?
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Se consideriamo l'esempio olandese, e la produzione e' distribuita
durante tutto l'anno, se per raccogliere X tonnellate in una
stagione tradizionale servono 100 mani, se distribuisco
queste X tonnellate, in quattro stagioni, ovvero abbiamo X/4
tonnellate per ogni stagione, e' evidente che mi bastano
25 mani (uno e' monco :-) che in cambio hanno un lavoro fisso
annuale.
E questo a prescindere dalla meccanizzazione (che direi
sostituisce 100 mani con una mano).
Il bello di tutto questo e' che abbiamo risolto il problema
della natalita' in riduzione.
il problema della natalità in riduzione? Detta così sembrerebbe che ci
sia carenza di persone, quando il problema è l'eccedenza di persone,
ossia la percentuale di disoccupati.
Lei sta mescolando due questioni separate.

In Italia c'e' chi (tra cui il governo) che afferma che il problema
in Italia e' il calo di natalita', per cui dobbiamo "importare"
servi migranti, e la situazione sarebbe talmente disperata, che
vanno bene anche milioni di clandestini.

Io affermo che i 5 milioni di stranieri anderebbero mandati a casa,
perche' dobbiamo liberare 3 milioni di posti di lavoro per i
disoccupati che lei cita (la discrepanza dei numeri e' che molti
stranieri portano con se componenti di famiglia, come i minori,
che non lavorano e che, se i genitori tornano casa, dovranno
seguire i genitori).

Ed affermo con convinzione che chi deciso una politica di braccia
aperte agli stranieri in cerca di lavoro, alla luce dei livelli
pesanti di disoccupazione in Italia gia' dieci anni fa,
dovrebbe essere processato, come minimo, per negligenza
criminale. MA COME DIAMINE SI PUO' DARE LA PRECEDENZA AGLI
STRANIERI PIUTTOSTO CHE AI NOSTRI FIGLI E NIPOTI ?!!!
Si era progettato il disastro sociale ?


L'altra questione e' se un paese sta meglio occupando "tutti", a
prescindere dal tipo di occupazione, oppure se privilegia la
meccanizzazione, anzi, oggi si parla di automazione (quindi un
livello ancora piu' spinto).

Partiamo da un paese ideale secondo la sua tesi che la disoccupazione
si contrasta "lavorando meno, lavorando tutti" anche se questo
significa incrementare la manualita' a scapito della meccanizzazione.
Esso avra' un PIL pro-capite (un indicatore indicativo del livello
di benessere medio) uguale a PIL/P (ove P e' la popolazione).

Il PIL e' strettamente legato a cio' che la popolazione P produce
che e' legato al livello di produttivita' dei lavoratori. E' notorio
(se non siamo d'accordo su questo, inutile continuare il confronto)
che un lavoratore meccanizzato e' piu' produttivo di un lavoratore
che impegna maggiore manualita'. In certi settori, una maggiore
manualita' puo' essere compensata con maggiori prezzi (lusso,
produzione artigianale di qualita', ove vi sia richiesta, etc.)
ovviamente se questo significa una maggiore specializzazione
competenza. Ma i beni richiesti dalle masse ovvero i cosi' detti
beni di massa non rientrano in queste categorie (lusso ed
artigianato, ad esempio) e quindi il grosso della economia vede
una stretta relazione tra produttivita' del lavoratore e PIL.
Se per produrre un bene, grazie alla meccanizzazione, servono
meno ore-operaio (mi pare che lei sia orientato per un rapport
1 a 100 ? altrimenti mi dia il suo numero "medio", anche grossolano)
ne viene fuori che l'operaio meccanizzato, anzi automatizzato
(perche' oggi e' quella la direzione) produce circa 100 volte di
piu'. Se la produzione pesa per un quarto del settore economico,
ne viene fuori che il PIL di un paese del genere, aumenterebbe del
2575% (cioe' piu' di 25 volte) = nuovo PIL = PIL x 25,75.
Se la popolazione P e' rimasta la stessa (in realta', se il
processo avviene lentamente, la popolazione P cresce meno o
o si riduce, migliorando ancora di piu' il rapporto),
avremo un PIL pro-capite aumentato di 25,75 volte.
Strano, perche' coincide con la differenza del livello del PIL
tra un paese in cui la meccanizzazione e' quasi zero e quello
di una paese altamente automatizzato: una coincidenza oppure
c'e' una stretta relazione ?
Naturalmente, se fatto di colpo, avremo una massa di disoccupati.
Come mai allora nei paesi produttivamente avanzati il numero di
disoccupati non e' drammatico, ma in realta' e' uguale, se non
minore di quello dei paesi in cui non c'e' meccanizzazione ?
Perche' l'aumento della produttivita' dei lavoratori spinge in
due direzioni favorevoli al benessere generale, creando una
opportunita' per una terza direzione ancora piu' favorevole
al benessere generale (ed indicato da un PIL pro-capite
ancora piu' alto).
La prima direzione e' quella di una riduzione dei costi dei
beni prodotti e questo significa che per i lavoratori, a parita'
di reddito, si crea una disponibilita' di spesa per altri
acquisti
La seconda direzione e' quella di una aumento dei salari,
perche' la maggiore produttivita' nei paesi capitalisti e'
sempre stata premiata con una relativa crescita dei
compensi. Infatti, da una parte, la meccanizzazione
richiede maggiori competenze di un semplice manovale, e
questo costa un "premio" al datore di lavoro, inoltre, se
il numero di lavoratori diminuisce, il datore di lavoro
diventa piu' sensibile alle loro esigenze, dato che cosi'
diventano relativamente meno facilmente sostituibili.
Anche l'aumento dei salari va a favore di capacita' di
spesa per altri acquisti.
Il combinato disposto delle due spinte, apre spazio per i
lavoratori che hanno perso il lavoro a fornire servizi e beni
per cui prima non c'era mercato oppure il mercato era riservato
a pochi privilegiati. Il piu' importante dei quali e' sicuramente
oggi quello della sanita'. Basta guardare gli enormi bilanci
del settore sanitario (solo in parte giustificabili con la tesi
di sprechi e corruzione) per capire l'enorme vantaggio che
abbiamo (avevamo ?) di vivere in una economia meccanizzata
(mediamente) e se 2+2=4, una automazione spinta non potrebbe
che migliorare la direzione futura, per esempio, il dentista
gratuito fornito dal settore pubblico a tutti (oggi si paga
un ticket, tranne chi ha un ISEE veramente basso, pari ai
prezzi dei dentisti privati).
Ma anche il settore dell'intrattenimento, dello sport,
ed artistico e culturale trova un mercato che altrimenti
non ci sarebbe.
Oggi molte attivita' o posti di lavoro nel settore dell'arte
e musei, lirica e musica pop, etc, quella di moda oggi (come
si chiama ?), ma anche nel settore degli studi letterari,
di storia, paleontologia, etc (ed ovviamente tutta la
ricerca pura, etc.) non ci sarebbero se non ci fosse l'attuale
produttivita' media dei lavoratori.
Inoltre, se uno e' costretto a lavorare zappando la terra o
raccogliendo i pomodori, perche' cosi' gli e' stato imposto
dallo Stato perche' non ci siano disocuppati, come potrebbe
trovare il tempo (e la voglia) di dedicarsi ai settori sopra
elencati ?
E per i meno portati, c'e' anche il calcio (quanti sono
oggi i calciatori professionisti rispetto a quelli degli
anni '50, per fare un paragone ?).
E per i meno portati, ci sono le attivita' artigianali
classiche per la persona (barbiere, parucchiere, pulizia
secca abiti e tessili, idraulici, meccanici, elettricisti,
etc.).
Dimenticavo, si crea una domanda che poi fa nascere anche
nuove attivita' industriali (per esempio, elettronica di
consumo, automobili, moto, etc.) che in una societa'
non meccanizzata pochi si potrebbero permettere.
Questo e' un ragionamento semplificato del come mai lavorare
meno lavorare tutti non va affatto verso il benessere, ma
va a ridurre il PIL pro-capite e quindi tutto cio' che e'
associato ad un PIL pro-capite elevato (che si lega con
voci importanti come servizio sanitario, livello di
istruzione, spesa sociale, etc. e non solo quello dei
beni materiali e di cura della persona e svago in genere).

Il rapporto tra il PIL pro-capite olandese verso quello
italiano (51/36) e' rappresentativo proprio della maggiore
produttivita' media del lavoratore olandese e che ha piu' a
che fare con la maggiore sofisticatezza del lavoro che svolge
che con questioni come la corruzione e la stupidita' in Italia.
La maggiore sofisticatezza del lavoro in Olanda si riflette
anche nella diversa proporzione di popolazione con i massimi
livelli di studio rispetto a quelli italici (45/25, a
proposito, nel 2016, gia' finiti dietro la Turchia, siamo
stati superati anche dalla Colombia e nel 2017 e' facile
pronosticare di finire ancora peggio, ovvero *ultimo*
paese OECD). Finche' le persone come lei prevalgono in
Italia, la crisi economica non potra' che concludersi con
l'uscita dell'Italia dall'elenco dei paesi sviluppati
(se continua la stagnazione reale - non fatemi ridere con
le recenti statistiche dell'ISTAT e del governo che
scambiano l'avere raggiunto il fondo del barile con
un ritorno alla crescita - visto che non solo i paesi
emergenti continuano con una crescita annua del 3% ed
oltre, la matematica parla chiaro con una sola previsione).
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Tra il fatto di potere lavorare
correggerei in "dover lavorare" visto che allungano il tempo
per la pensione...
Lei proprio non vede il legame tra mancata crescita della
produttivita' del lavoro per automazione e l'impossibilita'
di mantenere gli schemi pensionistici passati ?
Se il PIL pro-capite cala, lei non vede l'impossibilita' a
continuare a mantenere i livelli di spesa sociale storici ?
Se da una parte una societa' piu' automatizzata permette
di fare lavorare anche le persone fisicamente deboli,
dall'altra parte non significa che "devono" lavorare,
potendo benissimo essere valida anche la scelta di rinunciare
ad un ulteriore aumento dell'acquisto di beni, preferendo
l'aumento della spesa per la persona, il che significa,
proprio, quello di mantenere l'eta di entrata in pensione,
ma vivendo 30 anni da pensionato, magari visitando da
turista tutto il mondo che per tanti anni abbiamo visto
solo alla televisione).
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
fino a 70 anni (che sicuramente a stare seduto a pigiare
bottoni non soffre), e che servono meno persone, e' un modo
ottimo per convertire "dolcemente" da una societa' risultato
dal baby boom a quella con una piramide demografica piu'
"snella", meno "piramidale".
Post by Sinuhe
Chiedo, perchè di coltivatori di pomodori ne conosco, e quando
è ora di raccogliere, chiamano "l'industriale", che sarebbe
quello che ha le macchine per la raccolta.
Interessante, quindi cominciamo a vedere anche nella vita
quotidiana in Italia questo mondo alternativo alla schiavitu'
quasi da cotonieri confederati della manovalanza clandestina ?
Post by Sinuhe
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni
del camion,
Chiaramente si tratta di pomodoro da concentrato.
come al solito dai per certo quello che non è, perchè lo hai
deciso tu.
No, perche' so quanto dura un pomodoro ammaccato.
E se mi trova dei pomodori che non si ammaccano a trovarsi
in fondo ad un cassone pieno di pomodori per una altezza di
almeno un metro, dubito fortemente che siano pomodori di
buon sapore per fare insalate.

Mai andato a fare la spesa ?
Mai cucinato da se' usando prodotti originari, e non
il fast-food da buttare in microonde ?

Eppure nei filmati a cui ho rimandato (tutta una pagina Youtube
piena) si vede chiaramente la cura e delicatezza con cui vengono
raccolti i pomodori e deposti nei cesti nei sistemi avanzati
di produzione di pomodori da tavola.
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
a sua volta condotto da un patentato sì, ma non laureato.
Se si rompe qualcosa fa da tecnico e ripara la macchina
sul posto, bestemmiando (giustamente) come un camionista,
e non è laureato neppure lui. Garantisco.
Le credo senza difficolta'.
Ma questa e' solo meccanica, [...]
Cio' che descrive non richiede neanche un agrario,
necessario invece nell'esempio olandese.
e invece il perito agrario è l'unico che passa da quelle parti,
Guardi che non mi riferivo ai periti, ma ai laureati in scienze
agrarie:

http://www.agraria.unimi.it/
Post by Sinuhe
per decidere se il prodotto è al punto giusto per la raccolta.
Insomma, quello che una volta faceva il contadino.

Stiamo freschi se questo per lei e' scienza.
Sinuhe
2017-08-14 01:36:39 UTC
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Raw Message
troppa roba da leggere.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
se vogliamo essere seri e non accampare ipotesi di pura fantasia non
andiamo oltre i 2 o 3...
2 o 3 in tutta Italia ?
2 o 3 al posto dei 50 che operavano. Non far finta di non capire.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Il bello di tutto questo e' che abbiamo risolto il problema
della natalita' in riduzione.
il problema della natalità in riduzione? Detta così sembrerebbe che ci
sia carenza di persone, quando il problema è l'eccedenza di persone,
ossia la percentuale di disoccupati.
Lei sta mescolando due questioni separate.
forse nel tuo pensiero, ma ho fatto leggere ad altri e hanno anche loro
"letto" quello che ho letto io
Post by Roberto Deboni DMIsr
Partiamo da un paese ideale secondo la sua tesi che la disoccupazione
si contrasta "lavorando meno, lavorando tutti"
non mettermi in bocca cose che non ho detto
Post by Roberto Deboni DMIsr
La prima direzione e' quella di una riduzione dei costi dei
beni prodotti e questo significa che per i lavoratori, a parita'
di reddito, si crea una disponibilita' di spesa per altri
acquisti
se il reddito esiste ancora.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Lei proprio non vede il legame tra mancata crescita della
produttivita' del lavoro per automazione e l'impossibilita'
di mantenere gli schemi pensionistici passati ?
Se il PIL pro-capite cala, lei non vede l'impossibilita' a
continuare a mantenere i livelli di spesa sociale storici ?
un PIL fatto a macchina non paga pensioni
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni
del camion,
Chiaramente si tratta di pomodoro da concentrato.
come al solito dai per certo quello che non è, perchè lo hai deciso tu.
No, perche' so quanto dura un pomodoro ammaccato.
perchè deve essere ammaccato? Non crederai che venga raccolto come lo vedi
dopo una settimana al supermercato. Per tua informazione esistono anche
macchine per raccogliere le fragole, e quelle vanno raccolte mature, quindi
sono delicatissime, eppure esiste.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Mai andato a fare la spesa ?
Mai cucinato da se' usando prodotti originari, e non
il fast-food da buttare in microonde ?
e tu? Mai andato a vederli come sono sul campo quando vengono raccolti?

Tanti cari saluti, per l'ultima volta.
Roberto Deboni DMIsr
2017-08-14 02:30:42 UTC
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Raw Message
Post by Sinuhe
troppa roba da leggere.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
se vogliamo essere seri e non accampare ipotesi di pura fantasia non
andiamo oltre i 2 o 3...
2 o 3 in tutta Italia ?
2 o 3 al posto dei 50 che operavano. Non far finta di non capire.
Volevo appunto un numero di massima: siamo tra 1-a-16 a 1-a-25.
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Il bello di tutto questo e' che abbiamo risolto il problema
della natalita' in riduzione.
il problema della natalità in riduzione? Detta così sembrerebbe che ci
sia carenza di persone, quando il problema è l'eccedenza di persone,
ossia la percentuale di disoccupati.
Lei sta mescolando due questioni separate.
forse nel tuo pensiero, ma ho fatto leggere ad altri e hanno anche loro
"letto" quello che ho letto io
Forse perche' lei sceglie persone con la sua stessa visione
distorta della realta' ?
Io almeno mi sforzo di guardare anche nell'altra trincea.
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Partiamo da un paese ideale secondo la sua tesi che la disoccupazione
si contrasta "lavorando meno, lavorando tutti"
non mettermi in bocca cose che non ho detto
E' la semplice parafrasi che ho ricavato dalle sue parole:

"... il problema è l'eccedenza di persone, ossia la percentuale
di disoccupati."

e combinato disposto con la sua premessa che l'automazione
toglie posti di lavoro. C'e' solo una linea di pensiero logico
che fornisce una risposta a chi si pone con il combinato
disposto descritto: bloccare l'automazione per fare lavorare
tutti. Ovvero produrre meno (in realta' il "lavorare meno"
era inteso nel significato del suo risultato = produrre meno
a testa).
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
La prima direzione e' quella di una riduzione dei costi dei
beni prodotti e questo significa che per i lavoratori, a parita'
di reddito, si crea una disponibilita' di spesa per altri
acquisti
se il reddito esiste ancora.
Per quale ragione i 2-3 da lei citati che continuano a
lavorare non dovrebbero avere reddito ?
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Lei proprio non vede il legame tra mancata crescita della
produttivita' del lavoro per automazione e l'impossibilita'
di mantenere gli schemi pensionistici passati ?
Se il PIL pro-capite cala, lei non vede l'impossibilita' a
continuare a mantenere i livelli di spesa sociale storici ?
un PIL fatto a macchina non paga pensioni
Un PIL "ricco" crea indotto che paga contributi.
E questo anche concedendo la perversa tesi che un
sistema pensionistico non accumuli, ma viva alla
giornata, come siete riusciti a ridurlo voi con
questi ragionamenti.
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Ci va da solo e i pomodori raccolti vanno direttamente nei cassoni
del camion,
Chiaramente si tratta di pomodoro da concentrato.
come al solito dai per certo quello che non è, perchè lo hai deciso tu.
No, perche' so quanto dura un pomodoro ammaccato.
perchè deve essere ammaccato?
Perche' sotto la pressione di uno spessore di un metro di
pomodori la gravita' chiede il suo tributo e se non si
schiacciano del tutto, come minimo restano brutalmente
ammaccati.
Post by Sinuhe
Non crederai che venga raccolto come lo
vedi dopo una settimana al supermercato.
Da quei cassoni non ci arrivano mai al supermercato
come "pomodori freschi".
Post by Sinuhe
Per tua informazione esistono
anche macchine per raccogliere le fragole, e quelle vanno raccolte
mature, quindi sono delicatissime, eppure esiste.
Certamente, ma le fragole non le caricano in cassoni
profondi un metro.
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Mai andato a fare la spesa ?
Mai cucinato da se' usando prodotti originari, e non
il fast-food da buttare in microonde ?
e tu? Mai andato a vederli come sono sul campo quando vengono raccolti?
Come se il pomodoro non fosse il tipico prodotto da orto.
Ma lei e' "vero" ? Cioe' non ha mai avuto occasione di
vedere o coltivare (come il sottoscritto) un orto ?
E quindi sapere che proprio il pomodoro e' il prodotto
piu' diffuso che si puo' trovare in tutta Italia anche
fuori dalla coltivazione, cosi' per dire, "professionale" ?

...snip...

Che permaloso, prima provoca e poi si offende se
si reagisce a modo.
Sinuhe
2017-08-15 00:04:07 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Lei sta mescolando due questioni separate.
forse nel tuo pensiero, ma ho fatto leggere ad altri e hanno anche loro
"letto" quello che ho letto io
Forse perche' lei sceglie persone con la sua stessa visione
distorta della realta' ?
"perche' lei sceglie persone con la sua stessa visione distorta della
realta' ?"...

allora con questa frase mi è venuta in mente la barzelletta del tipo che
mentre guidava in autostrada sente alla radio che c'è un matto che la sta
percorrendo contromano ed esclama "uno? qui vanno tutti contromano!"
Siccome non hai perso l'abitudine di considerarti dispensatore di verità
assolute e la tua simpatia è pari allo spigolo del comodino colpito con
l'alluce nudo, ti saluto e ti blocco senza rimpianti.
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Sinuhe
Post by Roberto Deboni DMIsr
Partiamo da un paese ideale secondo la sua tesi che la disoccupazione
si contrasta "lavorando meno, lavorando tutti"
non mettermi in bocca cose che non ho detto
"... il problema è l'eccedenza di persone, ossia la percentuale
di disoccupati."
quella è una tua opinione, io non ho scritto quello.
Post by Roberto Deboni DMIsr
e combinato disposto con la sua premessa
ma quale premessa? ti rendi conto che te la canti e te la suoni da solo,
leggendo quello che ti pare in modo da poterci attaccare uno dei tuoi
sproloqui?
Basta così.
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